
"LA NATURA E I LIBRI, APPARTENGONO AGLI OCCHI DI CHI LI LEGGE"
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IL MARE CHE NON TI ASPETTIMarco Affronte, Ed. MagenesC’è un mare poco conosciuto, che racconta storie fuori dal comune. Storie di delfini che si spiaggiano, di avvistamenti eccezionali, di tartarughe ferite, di incontri inattesi, di squali, pesci luna e megattere. E’ un Adriatico meno noto, insospettato, teatro di incontri fra uomini animati da una passione e inconsueti animali marini. E’ un mare che non ti aspetti. |
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LE MIE BALENE I cetacei del Mediterraneo visti da vicino Maddalena Jahoda, 2007 (Mursia, 156 pagine, 17 Euro)
Ci sono ormai molti libri sui cetacei. Questo è un libro sui cetacei, ma anche sui cetologi. Ho scritto "Le mie balene" dopo oltre 20 anni trascorsi con Tethys, cercando di raccontare l'avventura della nascita della cetologia "di campo" in Italia, a partire da quel giorno in cui Giuseppe Notarbartolo di Sciara approdo' alla scrivania di fronte alla mia, nella redazione della rivista "Airone", appena giunto dagli Stati Uniti con un sacco di nuove idee. Ci furono cosi' la prima spedizione in Adriatico alla ricerca di quei tursiopi che allora non avevamo nemmeno mai visto, seguita da molte altre crociere, con pochi mezzi e molto entusiasmo; poi vennero gli incontri mozzafiato con i capodogli, le stenelle, i grampi, studiati con metodologie sempre più mirate, che nel giro di qualche anno saranno tecniche d'avanguardia. E finalmente, i risultati scientifici, che diventeranno via via sempre più importanti, per giungere infine a delle conquiste in termini di conservazione come la creazione del Santuario del mar Ligure, la proposta dell'istituzione di aree protette in Croazia e in Grecia.Sono state - e sono - esperienze meravigliose, fatte di momenti emozionanti come quelli in compagnia delle balenottere comuni del Mar Ligure, ma anche di clamorosi imprevisti come quando la guardia costiera jugoslava, a metà degli anni Ottanta, ci scambio' per spie della guerra fredda; ci sono i volontari che da "sempre" ci accompagnano, con il loro prezioso aiuto - a volte colorito da aneddoti e piccole disavventure; ci sono i tanti colleghi che hanno condiviso con me la passione per la ricerca sui cetacei, con una dedizione davvero fuori dal comune, tanto da compiere "acrobazie" per ottenere un campione di feci di balenottera o da starsene ore e ore sulla crocetta della barca per avvistare i globicefali.Oggi accade più di rado che ci guardino allibiti quando diciamo che studiamo le balene, o che ci chiedano se siamo per caso diretti in Patagonia o nell'Artico; in due decenni la ricerca cetologica in Mediterraneo ha fatto passi enormi e ha contribuito a modificare la coscienza del pubblico in materia di salvaguardia dell'ambiente marino. Eppure, purtroppo, le misure di tutela avanzano lentamente e faticosamente mentre le minacce "galoppano" a ben altra velocità: mentre c'è chi studia gli effetti dei DDT e PCB, adoperandosi per vietarne l'utilizzo, nuovi inquinanti ancor più nefasti vengono riversati nell'ambiente. Mentre si studia l'ecologia di una delle ultime comunità mediterranee del delfino comune, la popolazione svanisce letteralmente sotto i nostri occhi, con ogni probabilità per mancanza di pesce, pesantemente sovrasfruttato dall'uomo. Eppure in molti ancora ci chiedono: ma perché dedicare tanti sforzi ed energie per studiare animali cosi' remoti e cosi' lontani dal nostro quotidiano? Mescolando un po' di avventura, immagini e dati scientifici spero di far capire anche a chi alla cetologia non si è mai dedicato che ci sono motivi reali per cui "salvati" i cetacei avremo preservato anche tutto il resto dell'ambiente marino: essendo alla fine della lunga catena di interrelazioni tra organismi, i cetacei - cosi' come la nostra specie - possono sopravvivere solo se tutto il resto è un buona salute. Nel ventennio e più di cetologia nostrana è contenuta in buona parte anche la Storia di Tethys e di coloro che l'hanno fatta nascere e crescere. Ho scritto questo libro, impreziosito dalle foto in gran parte di Tethys, e da una bella prefazione di Giuseppe Notarbartolo, con molto affetto e gratitudine per tutti quelli che mi hanno accompagnato in questi anni. E per le "nostre" balene. |
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LA VITA SEGRETA DEI DELFINI Rachel Smolker,2001, Arnoldo Mondadori Editore La Shark Bay sulla costa occidentale dell'Australia, è un'incredibile distesa d'acqua che si getta nell'oceano Indiano. Nel 1982, l'americana Rachel Smolker, allora studentessa di biologia, si trasferì in una delle sue remote spiagge, Mokey Mia, per studiare i delfini che, pur vivendo in quella baia allo stato selvaggio, interagiscono con l'uomo, mangiano dalle sue mani, giocano con lui, si spingono a pochi metri dalla riva. Durante i quindici anni che seguirono, la Smolker, coadiuvata da un'équipe di scienziati, ha esplorato la vita di questi cetacei, li ha conosciuti a uno a uno, ha dato loro un nome, ha analizzato le loro caratteristiche fisiche e psicologiche, ha cercato di comprenderne le personalità. Holeyfin, Snubnose, Lodent, Puck, Bibi sono solo alcuni dei delfini con cui ha stabilito uno stretto rapporto e che le hanno svelato i loro giochi, le loro paure, i loro sistemi di caccia, la loro struttura sociale. Da un incontro così emozionante è nato questo libro che, unendo passione e rigore scientifico, esamina le complesse, spesso violenze divergenze tra i sessi, la natura del legame tra madre e cucciolo e il vasto repertorio di suoni usato per comunicare dalle più intelligenti creature del mare. Scritto con grande trasporto, Vita segreta dei delfini è insieme un ritratto inedito di questi affascinanti animali e la toccante storia personale di una donna che ha dedicato loro la vita. |
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OGNI GIORNO UN PICCOLO MIRACOLO Kirsten Kuhnert, 2000, Germania, collana Esperienze, Tea Alla festa per il battesimo della figlia, un tragico incidente pone fine alla felice vita famigliare assolutamente normale e felice di Kirsten Kuhnert. Suo figlio Timmy, di cinque anni, cade in una piscina abbandonata piena di acqua piovana e annega. Un medico riesce a rianimarlo, ma le condizioni del bambino sono molto gravi. Nonostante le numerose terapie tentate, il piccolo Timmy rimane nella condizione di coma vigile: è sveglio, ma totalmente incapace di qualsiasi atto indicante un'attività mentale anche minima. Decisa a non arrendersi, e sconvolta dalla visibile sofferenza di Timmy, Kirsten Kuhnert decide di rivolgersi a un istituto di Key Largo in Florida, dove da anni si sperimentano i benefici della terapia con i delfini. E’ la fine di un incubo durato 16 mesi: grazie al miracolo della delfinoterapia, Timmy riuscirà a riemergere dall’abisso nel quale era precipitato e a intraprendere il viaggio verso una guarigione ritenuta impossibile. |
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IL RAGAZZO E IL DELFINO Pascale Noa Bercovitch.1999, Parigi, Sonzogno
Sulle rive del Mar Rosso, ai piedi del Sinai, una tribù nomade ha fondato il minuscolo villaggio di Mezaina, dove da generazioni i beduini trascorrono un periodo dell’anno dedicandosi alla pesca e alla coltivazione delle palme da datteri. Figlio di pescatori,Abid’allah è un bambino che incanta gli adulti con le sue storie di sirene e di spiriti maligni, fino al giorno in cui cade da una palma: il timpano è gravemente lesionato, Abid’allah non parla più.Messo in disparte dalla tribù, cresce solitario, eccezion fatta per due piccoli sordomuti come lui. Con loro condivide il magico mondo del mare, impara a nuotare e diventa un abilissimo pescatore.Un giorno, mentre è sulla barca, avviene qualcosa di speciale: gli si avvicina un delfino, stranamente isolato dai suoi compagni. E’ una femmina e Abid’allah la chiama Oline. Diventano inseparabili, e trascorrono il tempo in incontri giocosi, teneri avvicinamenti, affettuose carezze. Oline intuisce che il giovane non può sentire i messaggi sonori, e modifica per lui il suo linguaggio. Abid’allah ride, inizia a emettere suoni gutturali, acquista sicurezza e comincia ad aprirsi al rapporto con gli altri. Gli anziani della tribù, al colmo dello stupore, non possono che constatare il "miracolo": il ragazzo sta imparando a parlare di nuovo… con il suo amico delfino.Abid’allah diventa una leggenda vivente e la curiosità attira dapprima i beduini dei villaggi vicini, poi gli scienziati e turisti da ogni parte del mondo. A Mezaina la vita cambia grazie all’arrivo del denaro straniero, alle visite guidate, alla costruzione sulla spiaggia di piccoli luoghi di rinfresco e di osservazione. Il miracolo di Oline e Abid’allah si estende così a tutta la tribù, che prospera.E un giorno approda sulle rive del Mar Rosso anche l’autrice, una giornalista e regista franco-israeliana, che vuole far luce su questa leggenda che ha varcato ogni confine.Il ragazzo e il delfino è una straordinaria storia vera che sembra trascendere la realtà per sconfinare nella fiaba e nel fantastico. Sullo sfondo di un paesaggio unico al mondo, l’autrice descrive con semplicità e commozione un percorso di apprendimento e un viaggio affascinante nel luogo in cui confluiscono tre antichissime culture: egiziana, israeliana e beduina.Il ragazzo e il delfino racconta una storia unica, incantata; è un libro per credere ancora nei miracoli e nei valori universali dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà. |
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BALENE E DELFINI Guida illustrata ai cetacei di tutto il mondo Carwardine, M.1995, Singapore, collana Guarda & Scopri, Fabbri Editori Una guida naturalistica chiarissima e dettagliata, con taglio sistematico, che permette una classificazione sicura, semplice e diretta. Nel volume si trovano splendite illustrazioni con didascalie accompagnate da concise descrizioni. Bella e di facile consultazione, questa guida costituisce un arricchimento della biblioteca naturalistica essenziale per gli appassionati di ogni età |
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BALENE E DELFINI Guida alla biologia e al comportamento dei cetacei Maurizio Wurtz,Nadia Repetto Questa guida, grazie ad un accurato testo scientifico, disegni, tabelle e fotografie spettacolari, rappresenta la sintesi delle più recenti ricerche sui cetacei e conduce il lettore verso una conoscenza più vasta e approfondita del mondo di questi straordinari animali marini. La lettura inizia con i miti e leggende di antiche popolazioni costiere che simboleggiavano nei delfini e nelle balene gli dei del mare; attraverso la storia della caccia alla balena si rivive la scoperta di nuove terre e l’intrecciarsi di rapporti di diverse colture.I passaggi evolutivi che hanno portato i cetacei alla conquista degli oceani sono descritti come il ritorno alla vita acquatica di mammiferi terrestri che vivevano lungo le sponde di un mare poco profondo, quando, circa sessanta milioni di anni fa, Eurasia e Africa non avevano ancora raggiunto l’attuale posizione. Glia adattamenti a questo ambiente hanno modificato non solo la loro struttura esterna, rendendoli simili ai pesci, ma anche parte della loro fisiologia. Oggi i cetacei conosciuti sono rappresentati da 81 specie che hanno colonizzato pressoché tutti gli oceani e alcuni grandi fiumi dell’America meridionale e dell’Asia. Ciascuna specie viene raffigurata in modo rigorosamente scientifico attraverso disegni che sono il risultato di osservazioni dirette e di attenti studi morfologici che tengono conto delle diverse proporzioni corporee e della varietà delle livree. In particolare questa sezione costituisce l’elemento che conferisce maggiore valore divulgativo e scientifico all’opera. |
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I GIORNI DEL DELFINO S. Norris, K.1993, Londra, Bompiani
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IL DELFINO I Sentieri del Sogno Portano alla Verità Bambarén, S.1994, Sperling & Kupfer Editori Nelle acque blu dell’oceano un branco di delfini si prepara alla pesca quotidiana. Uno di loro si allontana per giocare con le onde della barriera corallina. E’ Daniel Alexander Dolphin, il grande sognatore. "Sei perdigiorno", gli rinfacciano i suoi compagni. "Sei un sognatore", lo incoraggia il mare. Tuffo dopo tuffo, Daniel Alexander Dolphin impara ad ascoltare quella voce che solo lui sente e quando arriva il momento, il suo momento, non ha dubbi. Qualcosa al d là della barriera corallina - il limite delle acque sicure per tutti i delfini del suo atollo - lo attende invitandolo al salto che cambierà per sempre la sua vita. |
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SERENA Scopri il valore della vera amicizia Bambarén, S.1998, Sperling & Kupfer Editori
Una favola moderna, leggera e spumeggiante, che affida la forza e la saggezza dell’oceano alle parole fluide e adamantine di uno scrittore in cima alle classifiche internazionali. La storia coinvolgente e avventurosa di una grande amicizia tra Serena e il delfino Dolphy. |
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L'UOMO DELFINO storia e fascino dell'apnea Jacques Mayol L’uomo ha origine acquatica? Entro quale misura può risvegliare, dal "più profondo" della sua psiche e del suo bagaglio genetico, le facoltà e i meccanismi fisiologici che gli mermetteranno di diventare – o ridiventare – un mammifero quasi anfibio?Potrà seguire l’esempio dei suoi "cugini" marini, i delfini, che sono usciti dagli oceani, hanno vissuto sulla terraferma e sono ritornati nel mare, e i grandi cetacei che si immergono per periodi relativamente limitati, trattenendo il respiro, cioè in apnea?Perché? Come?E’ quello che questa sorprendente opera ci rivela. Risalendo alle origini stesse della vita, l’autore si lancia coraggiosamente nella "scoperta a ritroso" del passato acquatico di quel curioso mammifero che è l’homo sapiens.Parallelamente, in eloquenti termini filosofici, illuminati dal pensiero tradizionale e dalla disciplina yoga, svela la sua visione della vita, dell’intimo rapporto "uomo-mare", e ci invita a partire alla scoperta della nostra vera coscienza individuale, in totale comunione con la "conoscenza universale". Ci dipinge, poi, un quadro sorprendente del fenomeno "apnea", cominciando dai primi organismi monocellulari nati dal mare, passando in rassegna gli insetti "apneisti", i primi animali anfibi, i grandi rettili marini, gli uccelli e i mammiferi acquatici, per arrivare infine all’uomo.Con lui partiamo per i quattro angoli del mondo alla scoperta degli ultimi primitivi tuffatori in apnea, e riviviamo un pezzo di storia delle immersioni senza respiratore, il brivido dei record sportivi, e le attuali ricerche medico-scientifiche, di cui egli rappresenta il più entusiasta dei pionieri.Scienza e poesia, realtà e fantasia, scorci autobiografici, leggende e fatti accaduti, uomini-pesce del passato, sirene mitiche e pescatrici di perle giapponesi, delfini e lamantini, si accavallano nelle acque azzurre e abissali che ospitano ancora le immagini del dio Glauco e di Clown, la delfina ormai scomparsa che gli ha ispirato l’idea de L’UOMO DELFINO.L’autore ci dipinge infine un realistico ritratto dell’apneista di domani, nato non dai bisturi dei chirurghi, dalle provette di laboratorio, dalla moderna farmacopea, o dall’inferno tecnico-industriale, ma da una preparazione psicosomatica naturale e intelligente, in armonia con le leggi fondamentali della natura e del mare. Così, ecologo inesorabile e intransigente, egli ci apre una finestra totalmente nuova sui grandi problemi relativi all’estrema esplorazione del mondo marino, ricordandoci certe varietà fondamentali che "l’uomo-tecnologico", nella sua corsa folle e avida verso il "progresso", sembra avere dimenticate. |